La corrente
La corrente trascina tutta l’acqua intorno alla barca, e la barca con lei. Il timone sente solo la velocità sull’acqua; la banchina, invece, vede solo la velocità sul fondo. Manovrare contro corrente vuol dire guadagnare la prima senza pagare la seconda.
Il fenomeno
Il vento spinge l’opera morta; la corrente, invece, agisce sulla carena e trascina la barca nella sua direzione. La si descrive con la direzione «verso cui porta»: una corrente che porta a nord trascina la barca verso nord.
Ci sono quindi due velocità:
- la velocità sull’acqua, quella della barca rispetto all’acqua, misurata dal solcometro;
- la velocità sul fondo, quella della barca rispetto al fondo (e alla banchina), che si ottiene sommando la corrente alla velocità sull’acqua.
Timone e chiglia sentono solo la prima. Il pontile, le barche vicine e la tua prua conoscono solo la seconda.
Cosa cambia in manovra
- Contro corrente, l’acqua scorre su timone e chiglia mentre la barca avanza appena rispetto alla banchina: a parità di velocità sul fondo, hai più controllo. Puoi persino tenere la barca ferma sul posto, o farla scivolare di lato, avendo velocità sull’acqua ma non sul fondo.
- Con la corrente a favore è il contrario: per mantenere il governo serve velocità sull’acqua, a cui si somma la corrente. La velocità minima sul fondo per mantenere il controllo diventa molto più alta, e il margine d’errore molto ridotto.
- A barca ferma, la corrente agisce in pieno, perché non si governa più. Senza abbrivio, il vento o la corrente mettono la barca di traverso. Lo stesso abbrivio dipende dalla corrente: vedi L’abbrivio.
- Al posto barca, la corrente spinge anche la barca di traverso o fa scadere la prua, come il vento; la si trattiene con gli spring.
Come sfruttarla
- La prua verso l’elemento più forte. La manovra con vento o corrente è più semplice con la prua rivolta verso quello che domina. In un porto con marea, la prima regola è presentare la prua alla corrente.
- Capire chi vince, vento o corrente. Puntare la prua alla corrente per vedere cosa succede non è il test migliore. Meglio mettere la barca di traverso alla corrente, con la velocità appena sufficiente per governare: l’effetto della corrente si vede subito.
- Nel dubbio, vince la corrente. I timonieri sentono il vento e spesso sottovalutano la corrente; se hai un dubbio, considera che sia lei la più forte.
- Regolare la velocità sul fondo. Il trucco è dosare il gas per avere velocità sull’acqua, ma non sul fondo; un allineamento a terra (due riferimenti uno dietro l’altro) permette di verificarlo.
- Frenare un po’ con la retromarcia se il vento ti spinge troppo veloce contro corrente, senza grandi colpi di retromarcia che interrompono il flusso su chiglia e timone.
- Aspettare. Le correnti di marea cambiano in fretta forza e direzione. Un posto barca quasi impossibile può diventare facile quando la marea si inverte: a volte conviene ormeggiarsi altrove per qualche ora.
Trappole
- Un posto barca «a favore di corrente». Entraci solo se la corrente è molto debole e hai esperienza di casi simili: con la corrente da poppa è difficile rinunciare a manovra iniziata.
- La corrente spinge in anticipo. Entrando in un posto barca, fai attenzione che non spinga la barca troppo presto, con la poppa sulla barca vicina.
- La corrente non è uguale dappertutto. Vicino alle sponde si indebolisce e può formare controcorrenti, soprattutto nelle curve e vicino agli ostacoli. Al pontile, la corrente del posto barca non è per forza quella del canale: vai a vedere in testa al pontile prima di partire.
- Contare sulla corrente, e poi perderla. Se è la corrente che deve portarti al pontile, fai la manovra prima della stanca, finché porta ancora.