L’abbrivio
Una barca a vela non ha freni. In folle continua sul suo slancio, e governa solo finché l’acqua scorre sul timone. Tutta la manovra in porto sta fra questi due limiti: abbastanza abbrivio per governare, non troppo per riuscire a fermarsi.
Il fenomeno
L’abbrivio è la velocità che una barca conserva dopo che la propulsione si è fermata. Quando metti in folle, la barca mantiene l’abbrivio per un certo tempo; si dice che è «senza abbrivio» solo quando è completamente ferma. Gli spagnoli dicono arrancada: una barca senza arrancada è una barca ferma, e quindi senza governo.
La barca rallenta a poco a poco per la resistenza dell’acqua e del vento. Più è pesante e lanciata, più tempo le serve per fermarsi. L’abbrivio dipende anche da vento, corrente e onde: controvento si esaurisce più in fretta, con il vento in poppa dura più a lungo.
Senza abbrivio, niente timone
Il timone lavora solo se l’acqua gli scorre sopra. Senza abbrivio non ha più abbastanza filetti fluidi e la barca diventa quasi ingovernabile. La velocità minima di governo è la velocità più bassa alla quale la barca risponde ancora al timone. Una barca senza abbrivio non tiene la rotta: il vento la mette di traverso. Vedi Il vento e l’opera morta.
- In marcia avanti, su una barca con un solo timone dietro l’elica, un colpo di gas manda acqua sul timone: agisce ancora prima che la barca abbia preso velocità. Su una barca con due timoni non è così: il timone dipende solo dall’abbrivio. Vedi Cosa cambia la barca.
- In retromarcia, governi solo se hai abbrivio, andando decisamente indietro nell’acqua. Spesso passa molto tempo fra il momento in cui metti il timone e la risposta della barca. In alcune prove, due barche a vela hanno dovuto raggiungere circa 2 nodi in retromarcia prima che il timone prendesse il comando. Una volta avviata la barca, puoi ridurre il gas: il timone governa e l’effetto evolutivo diminuisce.
Fermarsi
- Anticipare. Non aspettare l’ultimo momento per rallentare. Riducendo la propulsione a poco a poco, mantieni un abbrivio sotto controllo.
- Rompere l’abbrivio. Si frena con il motore, con un colpo di retromarcia; con il vento in poppa serve un po’ più di potenza per rompere l’abbrivio. In retromarcia, l’effetto evolutivo spinge la poppa di lato mentre freni: vedi L’effetto evolutivo dell’elica.
- Finire sull’abbrivio. Un esempio: retromarcia innestata presto, lontano dai pontili, mantenendo il governo senza eccesso di velocità, poi gas a zero più o meno sull’ultima lunghezza di barca.
- Niente grandi colpi di retromarcia. Rischiano di interrompere il flusso dell’acqua su chiglia e timone: freni, ma non governi più.
Come sfruttarlo
- Conoscere la propria barca. Non esiste uno spazio di arresto tipico per una barca a vela: dipende da peso, velocità, vento e corrente. Prova la tua barca in uno spazio libero per imparare come si comporta, prima di averne bisogno in porto.
- Dosare. Un abbrivio troppo debole rende il timone inefficace, uno troppo forte complica la manovra; in un porto o in un canale lo adatti allo spazio disponibile.
- Controvento, l’abbrivio si esaurisce più in fretta. Contro corrente, mantieni il governo con poca velocità sul fondo; con la corrente a favore ne serve molta di più. Vedi La corrente.
Trappole
- Togliere gas troppo presto: la barca si ferma prima del posto barca, perde il governo, e il vento o la corrente la mettono di traverso.
- Arrivare troppo veloci: in porto, un abbrivio mal controllato crea presto problemi, soprattutto su una barca pesante.
- Contare sul corpo dell’equipaggio per fermare la barca: la distanza si controlla con la manovra, le cime e i parabordi, mai con i piedi, le ginocchia o le mani.