Il vento e l’opera morta
In porto la barca va piano e il vento pesa molto. Spinge soprattutto la prua, alta e poco immersa: la prua scade sottovento, e in retromarcia la poppa risale al vento. Tutto il resto viene da qui.
Il fenomeno
L’opera morta è tutto ciò che sta sopra l’acqua e offre presa al vento: scafo, tuga, albero, capottina. Il vento agisce sull’opera morta e spinge la barca sottovento, mentre la corrente agisce sulla carena. Più scafo c’è fuori dall’acqua, più presa offre al vento: qualche metro di lunghezza in più significa presto molta più superficie esposta al vento.
Gli effetti del vento sono più forti a bassa velocità, e soprattutto a barca ferma, perché allora non si governa più. In porto si manovra proprio a queste andature.
La prua scade
Il vento non spinge la barca in modo uniforme. Su una barca a vela moderna la prua è alta e poco immersa, mentre chiglia, timone, elica e pesi stanno a poppavia dell’albero. La prua si comporta come una vela e il vento la fa scadere sottovento.
Una barca senza abbrivio quindi non resta prua al vento: ruota e si mette di traverso. Una barca a motore con cabina di pilotaggio spesso finisce a 100 o 120° dal vento; una barca a vela, a vele ammainate, ruota più lentamente grazie alla chiglia e alla superficie bagnata.
In retromarcia la poppa risale al vento
È la stessa cosa vista dall’altra estremità. Quando vai indietro, la prua che scade fa risalire la poppa verso il vento: gli inglesi parlano di stern seeking the wind, la poppa che cerca il vento. Basta poco per portare la poppa al vento e tenercela: quasi tutte le barche vanno bene in retromarcia verso il vento, con la poppa al vento.
Al contrario, andare indietro sottovento, con il vento a prua, è difficile: la prua finisce per forza da una parte o dall’altra. Partire in retromarcia senza avere la poppa al vento fa perdere il controllo.
Come sfruttarlo
- Mettere la poppa al vento per andare indietro. È la posizione di partenza più stabile per governare in retromarcia. Con vento al traverso, cerca di portare la poppa al vento il prima possibile.
- Mantenere l’abbrivio. In retromarcia governi solo con l’abbrivio, muovendoti decisamente nell’acqua. Vedi L’abbrivio.
- Prevedere l’effetto evolutivo. In retromarcia spingerà la poppa da un lato: sapendo che entrerà in gioco, preparati prima di andare indietro. Vedi L’effetto evolutivo dell’elica.
- Approfittare della prua sottovento. Quando la prua è già girata sottovento, serve poca velocità per mantenere il controllo; con la prua al vento ne serve di più per impedire al vento di farla scadere.
- Allenarsi a tenere la barca ferma sul posto in retromarcia, con la poppa al vento.
Trappole
- Rallentare troppo presto. Senza abbrivio, il vento o la corrente mettono la barca di traverso.
- Non lasciare spazio sottovento. Il vento porta via la barca: tieni spazio da quel lato per avere il tempo di manovrare. In retromarcia la prua si allontana: lasciale spazio.
- Aspettare troppo il timone. Una barca con poco pescaggio può essere portata via dal vento a una velocità troppo bassa perché il timone faccia presa.