Cosa cambia la barca
Due barche a vela della stessa lunghezza possono manovrare in porto in modo molto diverso. La posizione dell’elica, il numero di timoni, la forma della chiglia, la barra e l’elica di prua cambiano quello che funziona e quello che non funziona.
Linea d’asse o saildrive
Con una linea d’asse, l’asse esce dallo scafo inclinato, spesso di circa 15°, e l’elica sta molto a poppa, subito davanti al timone. Con un saildrive, un piede verticale attraversa il fondo della barca e l’asse dell’elica è orizzontale, più vicino al centro della barca.
Cosa cambia:
- L’effetto evolutivo è più forte con una linea d’asse; il saildrive lo riduce nettamente. Vedi L’effetto evolutivo dell’elica.
- Il flusso sul timone. Con l’elica del saildrive molto davanti al timone, la manovrabilità a motore può risentirne; alcuni armatori sfruttano comunque il flusso di un colpo di marcia avanti per governare. L’effetto dipende da ogni barca.
Timone singolo o doppio timone
Con un timone singolo, l’elica è subito davanti al timone. Un colpo di marcia avanti manda acqua sulla pala: la barca gira ancora prima di aver preso velocità.
Con un doppio timone, l’elica è fra le due pale e il suo flusso passa in mezzo quasi senza effetto. Conseguenze:
- a barca ferma, è praticamente impossibile avviare una rotazione con un colpo di gas;
- il timone dipende solo dall’abbrivio: serve un colpo di gas più lungo per prendere abbastanza velocità, e in retromarcia un po’ più di gas che con un timone singolo;
- una volta avviate, queste barche moderne a chiglia corta girano stretto quanto quelle a timone singolo, anche a bassa velocità;
- molte grandi barche a doppio timone hanno un’elica di prua per compensare.
Vedi L’abbrivio.
Chiglia lunga
Una chiglia lunga ha molto pescaggio a poppa e meno verso prua. In marcia avanti questo tiene la rotta; in retromarcia non aiuta per niente. Queste barche vanno molto male indietro a motore, hanno un ampio raggio di virata e hanno fama di essere «insidiose in porto». Al contrario, una carena piatta con chiglia imbullonata e timone sospeso governa quasi altrettanto bene indietro che avanti.
Alcuni armatori di barche a chiglia lunga dicono di non avere alcun controllo di direzione in retromarcia; uno di loro trova però la traiettoria prevedibile per una lunghezza di barca. Contano soprattutto sull’effetto evolutivo e su un’azione netta e decisa sul motore.
Barra o ruota
- Il verso. Con la barra, la spingi dal lato opposto alla virata che vuoi fare; con la ruota, la barca gira dal lato verso cui giri la ruota.
- In retromarcia, l’acqua tende a mandare la pala a fine corsa appena esce dall’asse. Un armatore dubita che una barra corta dia abbastanza leva per non perdere il controllo in retromarcia: tienila con fermezza.
Elica di prua
Un’elica di prua spinge la prua di lato senza bisogno di velocità. I suoi limiti:
- è davvero efficace solo a barca ferma o a meno di un nodo;
- se il vento ha già portato via la prua, molte non sono abbastanza potenti per riportarla al vento;
- un’elica di prua elettrica può funzionare solo per poco tempo prima di scaldarsi o spegnersi: si usa a impulsi brevi, con delle pause;
- quando la prua va da un lato, la poppa va dall’altro;
- è più efficace montata in profondità e molto a prua; su una barca a vela dove manca lo spazio, deve essere più potente.
Trappole
- Scambiare una barca sconosciuta per quella che conosci. Prima di entrare in porto, provala in uno spazio libero: verso dell’effetto evolutivo, risposta a un colpo di gas, velocità che serve in retromarcia.
- Contare sul colpo di gas con un doppio timone: la barca avanza ma non gira finché l’acqua non scorre su una pala.
- Imparare solo con l’elica di prua: impara prima a manovrare senza.