Ormeggiare all’inglese lungo un pontile o una banchina, e ripartire

Si arriva di sbieco verso il centro del posto, timone dalla parte opposta perché la poppa si avvicini, un colpo di retromarcia per fermarsi, poi lo spring di prua tiene la barca.

Dove
Pontili per il transito, banchine cittadine, testate di pontile; affiancati a un’altra barca quando il porto è pieno (Regno Unito, Paesi Bassi, Germania, Francia)
Equipaggio
Un membro dell’equipaggio e il timoniere; fattibile da soli preparando tutto prima
Difficoltà

La manovra animata

Passo 1 di 5

Arrivare di sbieco

Piano, a motore, con un angolo da 30 a 45° rispetto al pontile, la prua puntata verso il centro del posto. Scegli il lato favorevole: con un’elica destrorsa, a sinistra in banchina. Cime e parabordi sono pronti su entrambi i lati, fuori dalle draglie.

Timone

Il piano, passo dopo passo

Arrivare

  1. Arrivare di sbieco

    Piano, a motore, con un angolo da 30 a 45° rispetto al pontile, la prua puntata verso il centro del posto. Scegli il lato favorevole: con un’elica destrorsa, a sinistra in banchina. Cime e parabordi sono pronti su entrambi i lati, fuori dalle draglie.

    Timone
  2. Timone dalla parte opposta

    A uno o due metri dal pontile, timone tutto verso il largo e folle. La prua costeggia il pontile e la poppa si avvicina; la barca si mette quasi parallela.

    Timone
  3. Un colpo di retromarcia

    Un breve colpo di retromarcia, con qualche giro in più. L’abbrivio si ferma e, dal lato favorevole, l’effetto evolutivo riporta la poppa contro il pontile. La barca si ferma parallela, sui suoi parabordi.

    Timone
  4. Scendere con lo spring di prua

    Il membro dell’equipaggio, alle sartie, dove la barca è più vicina al pontile, scende senza saltare con lo spring di prua e gli dà volta alla galloccia, verso poppa. Avanti al minimo, timone dalla parte opposta: la barca resta accostata da sola.

    Equipaggio
  5. Passare le cime

    Cima di prua, cima di poppa, poi spring di poppa. Se il vento soffia lungo il pontile, la cima sopravvento va per prima. Si spegne il motore una volta tenuta la barca.

    Equipaggio

Ripartire

  1. Leggere il vento

    Il vento può essere girato durante la notte. Accendi presto e prova marcia avanti e retromarcia. Molla prima le cime sottovento, l’ultima è quella sopravvento.

    Timone
  2. Vento che spinge sul pontile: prima la poppa

    Tieni lo spring di prua, passato in doppino per mollarlo da bordo, e un grosso parabordo appena dietro la prua. Avanti al minimo, timone verso il pontile: la poppa si allontana. Folle, molla lo spring, recuperalo in fretta, poi vai indietro.

    Timone ed equipaggio
  3. Oppure prima la prua

    Su uno spring di poppa, parabordo al giardinetto, retromarcia dolce: la prua si allontana. Folle, molla, poi marcia avanti senza girare troppo presto. Con vento forte che spinge sul pontile, questo metodo funziona male.

    Timone ed equipaggio

Chi fa cosa

Al timone

Sceglie il lato e l’angolo, annuncia il momento del timone dalla parte opposta e del colpo di retromarcia, non dà mai motore contro una cima prima che il membro dell’equipaggio sia pronto.

Equipaggio

Prepara cime e parabordi, si tiene alle sartie con lo spring di prua, scende quando la barca tocca i parabordi, dà volta allo spring e poi passa le cime.

Da soli a bordo

Una cima a mezza barca, data volta all’altezza del baglio massimo e passata ad anello sulla galloccia del pontile, tiene la barca il tempo di fare il resto.

I pericoli

Un piede o una mano tra lo scafo e il pontile

Non si ferma mai una barca con i piedi, le ginocchia o le mani. Una gamba incastrata tra lo scafo e il bordo del pontile è l’infortunio classico.

Saltare troppo presto

Un salto sbagliato finisce con una gamba in acqua tra la barca e il pontile. Si scende solo quando la distanza è sotto controllo; altrimenti si fa un altro giro.

Le dita sulla galloccia

Quando il motore spinge contro lo spring, questo si tende di colpo. Mani a mezzo metro dalla galloccia: è l’attrito della cima che tiene, non la presa.

Una cima nell’elica

Alla partenza, uno spring mollato pende in acqua proprio accanto all’elica. Folle, lo si recupera in fretta, poi si innesta la marcia.

Il vento nel momento sbagliato

Una raffica al traverso fa partire la prua, poi la poppa, verso il vicino. Se la manovra si mette male, ci si allontana e si ricomincia invece di forzare con il motore.

Errori frequenti

  • Accostare dal lato sfavorevole senza saperlo. Con un’elica destrorsa e il lato dritto in banchina, il colpo di retromarcia allontana la poppa dal pontile invece di riportarvela. Sappi da che parte la tua elica tira la poppa in retromarcia.
  • Arrivare troppo veloci. La sola retromarcia non basta a fermare una barca pesante, né l’equipaggio. Velocità moderata, e si arriva sull’abbrivio.
  • Dare volta prima alla cima sottovento. Tenuta dalla cima sottovento, la barca gira per mettersi al vento e finisce sul vicino. Prima la cima sopravvento.
  • Tirare la barca a mano. Una barca di parecchie tonnellate non si tira. Si dà volta allo spring e si lascia lavorare il motore.
  • Una cima che non si può più mollare da bordo. Una gassa d’amante su una galloccia di bordo non si molla più sotto tensione. Tieni sempre il modo di lascare o mollare dalla barca.

A seconda del vento

  • Vento che spinge sul pontile. Arriva quasi parallelo, fermati a circa un metro dal pontile e lascia che il vento ti ci spinga.
  • Vento che allontana dal pontile. Più angolo, un po’ più di velocità per governare fino alla fine. Lo spring di prua, o una cima a mezza barca, va per primo; motore avanti contro di esso, timone dalla parte opposta, per riportare la poppa.
  • Vento lungo il pontile. Arriva con la prua al vento: frena e non spinge. La cima sopravvento va per prima, e la barca si mette da sola al vento.
  • Corrente. Arriva con la prua alla corrente: più è forte, più la barca resta ferma sul posto. Con un vento che allontana, presentati davanti al posto, con la prua nella corrente, e lasciati portare di lato verso il pontile. Accostare con la corrente a favore per sbaglio è l’errore classico di inizio stagione.
  • Tra due barche. Punta al centro dello spazio libero. Nella corrente, troppa velocità o troppo timone, e si finisce schiacciati sul vicino a valle.
  • Affiancati a un’altra barca. Prima chiedi. Scegli un vicino della stessa misura o più grande. Parabordi da prua a poppa, all’altezza della sua falchetta; spostati se gli alberi si toccano con il rollio. Prima traversini e spring, poi le tue cime a terra.

Usanze locali

  • Francia: quando il porto è pieno, si accetta di buon grado il vicino affiancato; si lasciano i parabordi sul lato libero per dire che è benvenuto, si annunciano gli orari di partenza. Su una galloccia già occupata, passa la tua cima sotto quella del vicino, senza toglierla. Accettare l’aiuto dei vicini è segno di cortesia.
  • Regno Unito: la barca che arriva per affiancarsi porta le proprie cime e i propri parabordi, passa le proprie cime a terra (non farlo è considerato molto scortese) e attraversa i vicini passando a proravia dell’albero, chiedendo da quale coperta passare.
  • Paesi Bassi: nei porti di transito il responsabile del porto assegna il posto, e ci si aspetta che tu accetti una barca affiancata.
  • Germania: nel «Päckchen», le barche più interne fanno da ponte verso la banchina. Si chiede prima di affiancarsi, si passa da prua, senza scarpe, e ci si accorda la sera prima sull’orario di partenza.
  • Italia: nel Mediterraneo ci si ormeggia soprattutto di poppa; in un porto pubblico ci si può anche ormeggiare «all’inglese», lungo la banchina.

Al VHF

«Harbour office, this is sailing yacht Alcyone, eleven metres, from Île de Ré, four persons on board. Request a visitor berth alongside for two nights. Over.»

«Direzione del porto, qui barca a vela Alcyone, undici metri, in arrivo dall’Île de Ré, quattro persone a bordo. Chiediamo un posto in transito all’inglese per due notti. Passo.»

Vedi anche

Allenati

Livello 4 · La Rochelle

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