Il piano, passo dopo passo
Arrivare
Individuare il posto
Al minimo, passa davanti alla fila restando al largo del punto in cui darai fondo. Guarda la larghezza libera, il fondale all’ecoscandaglio e da dove partono le catene dei vicini: in genere dritte verso il largo.
TimonePresentarsi con la prua al largo
Mettiti nell’asse del posto, perpendicolare alla banchina, con la prua verso il largo, un po’ oltre il punto di ancoraggio. Con vento al traverso, spostati un po’ sopravvento rispetto al posto.
TimoneAndare indietro, poi dare fondo
Prendi abbrivio in retromarcia lenta. A circa quattro lunghezze dalla banchina (almeno 40 m per un 11 m), il timoniere dà il segnale: l’ancora scende e la catena fila appena la barca va indietro.
Timone e salpancoraIndietro filando la catena
Mantieni abbastanza abbrivio per governare. Al salpancora, fila al ritmo della barca, senza strattoni: troppo piano, l’ancora viene trascinata; troppo in fretta, la catena non tiene più la prua. Il timoniere corregge l’effetto evolutivo e il vento.
Timone e salpancoraSmettere di filare a una lunghezza
A circa una lunghezza dalla banchina si smette di filare: la catena si tende, l’ancora fa presa e frena la barca. Se non riesci più ad andare indietro, fila un po’ di catena.
SalpancoraPassare le cime, prima quella sopravvento
Folle per gli ultimi metri. A circa un metro dalla banchina, la cima sopravvento va per prima, poi quella sottovento, a un membro dell’equipaggio sceso a terra senza saltare o a qualcuno in banchina.
Cime di poppaRecuperare la catena
Recupera la catena con il salpancora e regola le cime per tenere la poppa a distanza dalla banchina: l’onda dei traghetti solleva le barche. Poi metti fuori la passerella.
Salpancora e cimeVerificare che l’ancora tenga
Una volta date volta le cime, e solo se niente pende in acqua, dai retromarcia: la catena deve diventare quasi dritta. Se recuperi molta catena senza che si tenda, l’ancora non ha fatto presa: ricomincia.
Timone
Ripartire
Guardare le catene intorno
Prima di partire, individua dove passano le catene dei vicini. L’ideale è partire nell’ordine inverso degli arrivi. Fai il briefing all’equipaggio e concordate i segnali con la mano: il salpancora copre la voce.
Tutto l’equipaggioMollare la cima sottovento
Motore in folle, recupera prima la cima sottovento. Tieni quella sopravvento: tiene la poppa mentre la prua comincia a risalire.
Cime di poppaSalpare avanzando al minimo
Molla la cima sopravvento, recuperala senza lasciarla in acqua, e avanza al minimo mentre si salpa. A prua, il prodiere indica con la mano da che parte va la catena, che deve restare quasi verticale.
Timone e salpancoraSe un’altra catena risale con l’ancora
Folle, niente elica. Passa una cima sotto la catena del vicino, dalle volta a bordo, fila un po’ della tua per liberare l’ancora, poi molla la cima perché la catena del vicino ridiscenda in fretta.
SalpancoraUscire dalla fila
Ancora a posto, esci dritto verso il largo tenendo conto del vento che ti fa scarrocciare lungo le prue dei vicini.
Timone
Chi fa cosa
Al timone
Sceglie l’asse e il punto di ancoraggio, dosa la retromarcia, dà i segnali. È il timoniere a fermare la barca, non un lungo colpo di marcia avanti.
Al salpancora
Dà fondo al segnale, fila al ritmo della barca, smette di filare a una lunghezza dalla banchina, poi recupera la catena. Alla partenza, guida il timoniere a gesti.
Alle cime di poppa
Prepara due cime adugliate a poppa, abbastanza lunghe da essere passate in doppino, e i parabordi sui due lati e sullo specchio di poppa. Scende a terra o porge le cime a qualcuno in banchina.
I pericoli
Le dita nella catena
Non liberare mai con le dita una catena incastrata nel salpancora.
Una cima nell’elica
Cime adugliate su un winch, fuori dall’acqua. Niente elica negli ultimi metri, né alla partenza finché una cima pende in acqua, e nessun lungo colpo di marcia avanti vicino alla banchina.
La propria ancora sulla catena di un vicino
Data di sbieco o troppo vicina a un’altra, la tua ancora si posa sulla sua catena. Alla partenza, uno dei due solleva l’ancora dell’altro.
Lo specchio di poppa contro la banchina
L’onda dei traghetti fa muovere le barche in banchina; a Poros, un temporale improvviso ha danneggiato molte barche nel 2016. Tieni la distanza, un grosso parabordo sullo specchio di poppa e un’ancora che abbia fatto bene presa.
Saltare in banchina
Il membro dell’equipaggio scende quando la poppa è abbastanza vicina, senza saltare.
Errori frequenti
- Dare fondo troppo vicino alla banchina. Non c’è abbastanza catena sul fondo: l’ancora non fa presa o si speda appena si tende la catena.
- Dare fondo di sbieco. Una catena che non va dritta verso il largo incrocia quelle dei vicini.
- Smettere di filare a metà strada. La catena blocca la prua, la barca perde l’abbrivio e non governa più; con vento al traverso, si mette di traverso.
- Tirare troppo sulla catena. Una forte tensione mentre si va indietro strappa l’ancora prima che abbia fatto presa.
- Gridare. Il salpancora copre la voce e gridare peggiora la situazione. Concordate i segnali in anticipo, chiamate ognuno per nome, date ordini con calma.
- Allenarsi in un porto pieno. La prima volta, prova in un porto vuoto o fuori stagione: si impara come la barca va indietro e si ferma.
A seconda del vento
- Vento al traverso (meltemi). Dai fondo un po’ sopravvento rispetto al posto e fila più catena possibile; la catena tesa impedisce alla prua di scadere. Tieni più potenza in retromarcia, parabordi sul lato sottovento, e prepara una lunga cima da passare sopravvento appena possibile. Se perdi la traiettoria, esci e ricomincia.
- Vento che viene dalla banchina. Vai indietro controvento: è il timone a condurre, con la retromarcia, mentre il salpancora fila.
- Vento dal largo (spinge verso la banchina). Un ancoraggio normale: è il salpancora a condurre, l’ancora tiene la prua al vento. Smetti di filare a una lunghezza perché l’ancora faccia presa prima che lo specchio di poppa si avvicini alla banchina.
- Forte vento al traverso alla partenza. Passa un lungo spring sopravvento, in doppino attorno a una bitta, e lascalo mentre il salpancora fa avanzare la barca, finché non sei libero dai vicini.
Usanze locali
- Grecia: molti porti sono semplici banchine comunali dove la prua è tenuta dalla propria ancora, senza trappa. Il pagamento si fa spesso a una persona che passa la sera o la mattina.
- Grecia: i vicini aiutano spesso a prendere le cime. Molti skipper lasciano la barca solo dopo che i due vicini si sono ormeggiati.
- Poros: alla banchina nord-ovest si dà fondo con circa 10 m di fondale (serve molta catena), alla banchina sud con 5–6 m, con buona tenuta nel fango. L’onda dei traghetti è quasi continua: tieni la poppa lontana dalla banchina. Nel 2026 è segnalata una zona vietata all’ancoraggio davanti al paese.
- Grecia, d’estate: il meltemi soffia spesso forza 4–6, a volte 7–8 per diversi giorni, si alza in mattinata e soffia più forte nel pomeriggio.
- Turchia: su alcune banchine cittadine (Çeşme, Kalkan) ci si ormeggia di poppa sulla propria ancora; il capitano del porto aiuta con le cime o indica il posto. A Kalkan le catene dei gulet attraversano spesso il bacino.
- Croazia, Italia, Spagna: le marine e molte banchine hanno le trappe. Gli equipaggi abituati devono cambiare metodo sulle banchine greche.
Al VHF
Canale 12Guardia costiera di Poros
«Poros Coast Guard, this is sailing yacht Alcyone, eleven metres. We are entering the harbour to berth stern-to on our own anchor on the north-west quay. Over.»
«Guardia costiera di Poros, qui barca a vela Alcyone, undici metri. Entriamo in porto per ormeggiarci di poppa sulla nostra ancora alla banchina nord-ovest. Passo.»
Vedi anche
Allenati
Livello 13 · Poros
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